Analisi di La primavera di Botticelli

Pubblicato il da Alessandro Venditti

Sandro Botticelli, famoso artista rinascimentale, dipinse la più celebre raffigurazione della Primavera. Nel seguente articolo sarà svolta un'analisi dell'opera.

Analisi

La Primavera botticelliana, dipinta con colori a tempera su tavola e presumibilmente realizzata negli anni 1477-1478, è conservata agli Uffizi (Firenze).

Nonostante l'intera costruzione scenica dell'opera costituisca una chiara allusione, anche allegorica, alla stagione, la discussione circa il suo significato complessivo e quello relativo ai vari "attori" che la compongono è ancora aperta.

Assieme alla Nascita di Venere, anch'esso di Botticelli e anch'esso conservato presso gli Uffizi, è uno dei più famosi dipinti del Rinascimento italiano.

La Primavera, opera a soggetto mitologico, è principalmente un inno al costante rinnovarsi della natura grazie all'amore, pur contenendo significati più celati e profondi e riferimenti alla filosofia neoplatonica e alle Stanze per la giostra del Poliziano.

L'artista, attento osservatore di quanto lo circonda, riproduce nel dipinto la flora della stagione primaverile presente nei dintorni di Firenze e nella villa medicea di Pierfrancesco Medici, cugino di Lorenzo il magnifico.

L'opera è ambientata nel giardino delle Esperidi, luogo mitologico.

La composizione va letta da destra verso sinistra. Zefiro, il vento fecondatore e vivificatore, insegue Flora (nella mitologia greca Cloris) intento ad abbracciarla: dalla loro seguente unione nasce la Primavera, che, gioiosa, avanza e sparge i fiori che tiene in grembo.

Al centro è situata Venere, dea della fecondità e dell'amore (altro simbolo neoplatonico); sulla sua testa vola Cupido, suo figlio.

Sulla sinistra le tre Grazie, ballano festanti la danza dell'amore.

Infine Mercurio impugna il caduceo (bastone con due serpenti attorcigliati) affiché si dissipino le nuvole e permanga un'eterna primavera.

Il dipinto non segue le classiche impostazioni rinascimentali: infatti è praticamente assente la prospettiva e, all'apparenza, le figure sembrano fra loro non legate da alcuna relazione.

Inoltre le figure non sono poste su piani differenti, ma su un unico livello; anche lo sfondo tende a limitare il senso di spazialità.

La figura di Venere domina la scena: nonostante ciò non esalta la profondità del dipinto.

Conclusioni

Tutta l'opera, armoniosa nel complesso, sembra avvolta da un senso di musicalità.

Il contorno delle figure riveste, rispetto alla loro plasticità, un ruolo rilevante.

La lettura della Primavera può essere fatta su differenti livelli: quello mitologico, legato ai personaggi rappresentati, quello filosofico e quello storico.

Primavera
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